GIORNATA LEGALITA’ MI PIACE LA RIFLESSIONE DEL PRESIDENTE SANGALLI

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è intervenuto alla sesta edizione della giornata nazionale di Confcommercio “Legalità mi piace” che si è tenuta a Roma nella sede confederale. “Questa – ha detto Sangalli – è un’edizione in continuità nei contenuti e negli intenti con quelle precedenti, per testimoniare, a partire dal territorio, il nostro impegno accanto alle nostre imprese contro la criminalità. Ma è anche un’edizione diversa dalle altre. Diversa nei modi e nella forma, dove inauguriamo un linguaggio inedito per affrontare questo tema. Quest’anno, infatti, grazie all’intuizione della Presidente Anna Lapini, delegata alla Sicurezza per Confcommercio, abbiamo scelto di raccontare questo tema così difficile con la satira. Che non significa certo sminuire il problema, ma, al contrario, raccoglierlo con più coraggio”.

“Un grande giornalista di qualche anno fa (Giovanni Mosca) diceva che “la satira è l’umorismo che ha perso la pazienza”. “Ecco: questa miniserie, “il Titolare”,  dal linguaggio ironico e il ritmo convincente, propone un racconto capace di avvicinare i giovani, i Millennials, ad un tema di cui si capisce davvero l’importanza solo con l’esperienza. Perché l’illegalità, più la conosci, più la devi combattere.  Ma il problema è: cosa succede quando invece non la riconosci, quando assume forme camuffate, quasi rispettabili”. “Anche perché – ha aggiunto Sangalli – tanto più quando è “organizzata” la criminalità ha imparato a comportarsi come un camaleonte dentro la società. Non è facile riconoscere a colpo d’occhio la nuova criminalità organizzata. Il nostro obiettivo è quindi quello di aiutare gli imprenditori, prima di tutto, a riconoscere i pericoli dell’illegalità. E la nostra sfida è quella di appassionare alla legalità. Appassionare, innanzitutto, i più giovani. Insomma, “legalità ci piace”.

Secondo il presidente di Confcommercio, “giornate come questa servono a fare entrare più facilmente in noi la ragione e la passione di fare la cosa giusta. Ma servono anche gli strumenti.  Come quelli che il credito abilita, perché la criminalità insiste e prospera di più dove manca l’ossigeno del denaro. Ecco l’importanza del mutualistico rapporto dei Consorzi Fidi, con un Fondo Centrale di Garanzia che ritorni ad avere la sua originale funzione di controgaranzia. Ecco l’importanza di alcune misure contenute nel Decreto sicurezza, che incrementa di 10 milioni per il prossimo anno, fino a salire a 36 nel 2022, le risorse destinate all’installazione di sistemi di videosorveglianza”.

“Inoltre – ha sottolineato Sangalli – il Decreto istituisce il Fondo per la Sicurezza Urbana e modifica il funzionamento del fondo di solidarietà per le vittime dell’usura con l’estensione dei termini di presentazione delle domande.  Sono misure che da tempo chiedevamo come Confcommercio e di cui, caro Ministro, ti ringrazio. E che ci incoraggiano a fare nuove proposte”. “Pensiamo, ad esempio, alla nostra iniziativa dei corsi antirapina. Che non sono corsi di autodifesa, ma sono corsi di prevenzione dei reati predatori, che educano alla gestione di situazioni emotivamente sconvolgenti e difficili da gestire. E da queste esperienze ci piacerebbe aggiornare il vademecum antirapina che da anni stiamo sperimentando con successo insieme alla Questura di Milano. Come significativa è la nascita di Optime, osservatorio permanente per la tutela del mercato dell’elettronica, che abbiamo realizzato con la nostra Aires. Sono alcune, delle tante, iniziative che dimostrano su questo tema il nostro supplemento di responsabilità. Ecco, dunque, la parola chiave resta: responsabilità”.

“Una responsabilità declinata sul terreno della cittadinanza significa rigorosa simmetria di diritti e doveri. Ciò significa, sul terreno strettamente economico, rispetto effettivo del principio “stesso mercato, stesse regole”, contro ogni forma di abusivismo e contraffazione. Ma questa rigorosa simmetria è ovviamente, in generale, il “principio guida” per governare il fenomeno epocale dell’immigrazione. La collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura non è solo il modo più efficace di raggiungere i risultati. E’ anche il modo che i nostri imprenditori si auspicano. Perché gli imprenditori non vogliono sentirsi soli. E noi non vogliamo lasciarli soli. Solo così i titolari d’azienda di tutta Italia potranno esercitare pienamente i diritti e i doveri di cui sono, appunto, “titolari”. Solo così i tanti “titolari” di ogni regione, città, via si sentiranno titolati ad avere una voce. E anche un futuro. Solo così oltre ad essere “titolari” torneremo tutti ad essere più “responsabili”.

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