FRA SOGNO E REALTÁ, LA BÜRSCH APRE AL MONDO LA VALLE CERVO

Parlare di una location per eventi privati ed aziendali, sarebbe riduttivo. In frazione Oretto, a Campiglia Cervo, sorge un complesso residenziale unico nel suo genere, nato dall’amore per il biellese e dalla voglia di condivisione.

Oggi raccontiamo una storia. La storia di una vita, la storia di una famiglia, la storia di una valle… Un racconto reale ricco di ottimismo e di buoni propositi.

Partiamo dagli anni 50, quando un signore genovese decide di acquistare casa in Valle Cervo, un luogo fresco e tranquillo dove far trascorrere le estati alla famiglia. Cambiano le generazioni ma l’amore per questo territorio rimane e così il figlio (e poi la sua famiglia) hanno continuato a coltivare questo legame: “Mio padre era un grande viaggiatore, ha girato il mondo per piacere e per lavoro, ma poi tornava sempre qua a passare le estati e così anche i miei ricordi delle vacanze da bambina sono legati a questi luoghi”. A parlare, Barbara Varese, imprenditrice milanese oggi erede di questo nido sulle colline biellesi: “Oltre al primo nucleo abitativo acquistato da mio nonno, tra gli anni 80 e il ’95 mio papà ha comprato altre sette unità, dando vita ad una struttura labirintica, dove manca un senso logico del movimento. La casa è pian piano diventata un contenitore di cose e di ricordi, complice il grande gusto estetico di mio padre ed il suo amore per l’arte, che l’hanno portato a collezionare oggetti provenienti da ogni parte del mondo”. Varie vicissitudini familiari fanno sì che la casa rimanga disabitata per sette anni, finché le figlie di Barbara non tornano in questi luoghi riscoprendo quella stessa bellezza che aveva conquistato nonno e bisnonno prima di loro: “Due anni fa sono tornata e ho analizzato la situazione per decidere quale sarebbe potuto essere il futuro di questo edificio. Siamo vicini a due importanti città quali Torino e Milano, in un territorio ricco di storia e tradizione dove il paesaggio è ancora incontaminato. Ecco le condizioni ideali per dare vita ad una location dedicata al mondo business, in uno spazio di totale privacy a stretto contatto con la natura”.

Questa estate La Bürsch (la casa nell’antico dialetto Walser) ha riaperto le porte, accogliendo tutto ciò che di bello e di nuovo il mondo è pronto ad offrire senza mai distaccarsi dalla propria storia, dalle proprie origini. A seguito di un prezioso restauro conservativo, l’edificio ha mantenuto l’antica struttura atipica, regalando un’esperienza unica ai suoi visitatori: all’interno, questa sensazione di smarrimento fra diverse culture e diverse parti del mondo destabilizza l’ordinaria routine e avvicina le persone. “La Bürsch presenta 10 camere, tutte differenti, all’interno delle quali si sviluppa il tema del viaggio, dall’Africa all’Asia, toccando tutti i continenti. Per l’arredamento abbiamo preso spunto dagli oggetti collezionati da mio padre e da tutto quello che è rimasto custodito negli anni, cercando di riconvertire antichi elementi e creando inaspettati accostamenti all’insegna dell’ironia, che per me è una chiave di lettura fondamentale in ogni aspetto della vita”, spiega Barbara.

Riunioni, brainstorming, presentazioni, feste private. La Bürsch rappresenta il luogo ideale dove realizzare eventi unici, in cui nulla è lasciato al caso, ma tutto segue un’organizzazione precisa per garantire il massimo standard qualitativo. A partire dalla cucina, dove uno chef professionista propone ricette a km 0 che valorizzano i prodotti della Valle Cervo e le sue eccellenze artigiane: “La combinazione di tutti questi elementi, l’arte, la cultura, la natura circostante, creano le condizioni ideali per instaurare forti legami e talvolta delle vere e proprie amicizie. Qui ognuno riesce ad esprimersi al meglio, riscoprendo il piacere e la semplicità delle piccole cose, dal cibo genuino alle passeggiate fra i boschi. Le persone si sentono bene, tornano a comunicare e a condividere, il che aumenta la produttività e migliora le prestazioni”.

Perché raccontare questa storia? Perché non è scontato oggi trovare persone capaci di emozionare e di emozionarsi nel parlare di un proprio progetto, un progetto “democratico” come ama definirlo Barbara, un progetto che ci ricorda come il vero cambiamento debba partire dalle azioni del singolo. Il territorio biellese ­può puntare su un turismo di qualità, ma per riuscirci è necessario concentrarsi su idee capaci di regalare emozioni, dando maggiore spazio a modelli positivi e a quella ‘cultura del bello’ che il nostro Belpaese sta dimenticando.

A. C.

La Bursch, Piemonte, Italy

La Bursch, Piemonte, Italy

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La Bursch, Piemonte, Italy

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