FIVA CHIEDE PIU’ TRASPARENZA SUL COMMERCIO SU AREA PUBBLICA

Definire rapidamente un nuovo intervento normativo che ridia forza, credibilità e prospettive di crescita al settore del commercio su aree  pubbliche e che consenta di tornare ad investire nuovamente non solo nell’ammodernamento delle aree e dei mezzi, ma anche e soprattutto sul versante civile e di legalità dell’impresa. Lo chiedono  a gran voce Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti, che hanno organizzato un’Assemblea pubblica unitaria per chiedere maggiore attenzione e più trasparenza nel settore. Nel commercio su aree pubbliche, infatti, c’è oggi – è stato spiegato – un problema non solo economico, ma anche di trasparenza e di legalità che spesso viene ignorato.

Le due organizzazioni stimano l’esistenza di un mercato sommerso di oltre 100mila operatori abusivi, con un giro d’affari che si aggira intorno a 1 miliardo di euro l’anno. Quanto ai prodotti contraffatti, i più venduti riguardano l’abbigliamento, l’occhialeria, la pelletteria, gli articoli musicali e audiovisivi. Una situazione di incertezza che si è aggravata negli ultimi anni in coincidenza con l’introduzione nell’ordinamento nazionale della cosiddetta Direttiva Bolkestein che ha fermato gli investimenti e creato profonde spaccature all’interno della categoria.

Il risultato è che in questo modo un intero settore rischia di ritornare nel limbo di una mediocrità che frena lo sviluppo economico dell’impresa. Un esempio lampante è la norma sulle modalità di assegnazione delle concessioni (il comma 1181 della Legge di Bilancio 2018) che richiede il requisito del reddito unico familiare e della conduzione diretta del banco per bypassare l’accesso all’attività. Una disposizione che Fiva e Anva chiedono di abrogare immediatamente.

Per Giacomo Errico, presidente di Fiva Confcommercio, “è necessaria una riforma seria del settore. Non basta superare la Bolkestein se non mettiamo mano a regole nuove e adeguate alla mutata realtà del settore. Il nostro bene primario  è la concessione di posteggio. Dobbiamo sapere se è rinnovabile o meno, automaticamente o a quali condizioni. Ancora di più dobbiamo sapere con quali criteri. Il criterio della professionalità maturata sul posteggio è l’unica strada percorribile se si vogliono evitare ricadute negative”.

red Biella g.r.

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