DA TORINO LA CONFERMA: ENTRO IL 2020 BIELLA AVRA’ INTERNET VELOCE

Adesso bisogna rimboccarsi le maniche per le zone lontane dal centro ma verranno coperte anche queste, dal Barazzetto alla valle di Oropa.

Tre anni di tempo, tra il 2018 e il 2020, per portare la banda ultralarga, ovvero la possibilità di navigare in internet ad alta velocità, in tutto il Piemonte, Biella compresa: è questo l’obiettivo di Open Fiber, la società controllata da Enel e dalla Cassa Depositi e Prestiti, che si è aggiudicata il maxi-appalto da 284 milioni di euro per “l’autostrada digitale” della regione. I dati e gli obiettivi sono stati presentati in un incontro svoltosi venerdì 15 dicembre a Torino, promosso da Anci e Uncem, con i portavoce dell’impresa incaricata.
Al meeting ha partecipato Fulvia Zago, assessore all’innovazione e presidente del Patto del Battistero, che ha ascoltato con particolare interesse le modalità d’intervento, che si intrecceranno con i programmi dell’Agenda Digitale della città: «Il piano nazionale del Governo prevede la copertura almeno dell’85 per cento delle unità abitative con internet ad almeno 100 megabytes al secondo» spiega. «E questo obiettivo dovrà essere rispettato anche in Piemonte. A Biella raggiungerlo è particolarmente rilevante per le cosiddette “zone bianche” a fallimento di mercato, ovvero quelle aree in cui la popolazione è così poco numerosa da non giustificare l’investimento in infrastrutture da parte di una società che fornisce connessioni al web». In città si tratta soprattutto delle frazioni collinari e montane. In questo momento, secondo i dati di Infratel, l’agenzia del Ministero dello sviluppo economico che sta curando e finanziando il progetto sull’intero territorio nazionale, a Biella sono il 54% le case raggiunte da internet ultraveloce. La media piemontese è del 27%.
«C’è molto da fare, soprattutto per le zone più lontane dai centri principali» aggiunge Fulvia Zago. «Sul nostro territorio penso a Barazzetto, Vandorno, ma anche Pavignano e la valle Oropa. Ho domandato esplicitamente ai responsabili di Open Fiber la certezza che il piano prevedesse la rete ultraveloce anche per questi territori, comprese baite e cascine isolate. La risposta è stata positiva. C’è stata anche preoccupazione da parte di molti dei presenti per le inevitabili rotture stradali e il successivo ripristino. Ma credo sia un disagio necessario da sopportare con pazienza, dati i vantaggi che ne deriveranno». Il piano nazionale prevede la rete ad almeno 30 megabytes al secondo nel 100 per cento delle unità immobiliari e quella a 100 megabytes al secondo nell’85 per cento.

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