CREVACUORE, PRESENTATO UN VOLUME SULLE PRINCIPALI PIANTE SELVATICHE ALIMENTARI

Le piante alimurgiche di interesse alimentare del nostro territorio.

A Crevacuore, presso l’ospitale Locanda del Mercante, Angela Maria Vicario, direttrice dell’Orto Botanico Pier Carlo Bussi di Guardabosone, docente di biotecnologie agrarie all’Istituto Agrario di Romagnano e docente a contratto di chimica e Biologia all’Università di Torino, giovedì 12 luglio ha presentato la sua pubblicazione: Escursionando tra le piante alimurgiche, le piante selvatiche di interesse alimentare del nostro territorio.
La parola alimurgia è stata coniata da Ottaviano Targioni Tozzetti, medico fiorentino, che, a seguito della carestia del 1764, scrisse un trattato intitolato: De alimenti urgentia. Alimurgia, secondo alcuni sarebbe la contrazione di “alimenta urgentia” oppure deriverebbe da due parole greche: alimos = che toglie la fame ed ergon = lavoro, attività.
Dopo il saluto del Sindaco Claudio Zaninetti, che ha sottolineato come Angela Maria Vicario, sia: “La persona giusta al posto giusto” e di Daniela Caccia, Presidente dell’Orto Botanico di Guardabosone dall’ottobre 2016, che ha spiegato come questa pubblicazione si inserisca nel progetto di valorizzazione dell’Orto Botanico, che si finanzia con un contributo del Comune e con le tessere dei soci, l’autrice del volumetto, citando come premessa un passo del Siracide: “Dalla terra il Signore fa spuntare erbe medicinali e chi ha buon senso non le rifiuta”, ha ricordato che in ogni stagione dell’anno si può andare alla ricerca di piante alimurgiche. Queste piante selvatiche alimentari rappresentarono il sostentamento di intere popolazioni nei periodi di carestia, o durante il passaggio di eserciti che facevano razzia di ogni alimento, e in montagna, nei casi di gelate tardive, che privavano la popolazione dei raccolti, diventavano un vero e proprio mezzo di sopravvivenza.
Angela Maria Vicario dopo aver illustrato alcune delle piante più comuni, spiegandone l’utilizzo, dallo spinacio selvatico ai getti del luppolo, si è soffermata sull’ortica: “Pianta tintoria, alimurgica, officinale, essendo ricca di ferro, utilizzata per uso esterno come antiforfora e anche pianta da fibra, infatti le casacche dei soldati dell’esercito napoleonico erano fatte anche con fibra di ortica, secondo una tradizione diffusa nelle Fiandre”.
Il volumetto, disponibile presso il Comune di Guardabosone e presso l’Orto Botanico, è molto agile e di uso pratico. Fin dal titolo costituito da un neologismo: “Escursionando”, si esprime l’intento di portare le persone sul territorio, insegnare loro a riconoscere le piante alimurgiche, per coglierle e trasformarle in piatti originali, proponendo alcune escursioni: da Agnona a Guardabosone, da Guardabosone alle Maddalene, il sentiero Campello Monti – Rimella, l’escursione Campello Monti – Alpe del Vecchio, Rimella – Alpe Scarpiola Inferiore. Angela Maria Vicario ha ricordato che proprio ad ottobre ci sarà un’escursione guidata da Crevacuore a Guardabosone, percorrendo la vecchia mulattiera restaurata, alla ricerca di piante alimurgiche.
La seconda parte del libro è dedicata ad una disamina delle più conosciute e diffuse piante alimurgiche, corredata da semplici ricette e da alcune immagini utili per riconoscerle.
Come conclusione un breve paragrafo spiega come “erborizzare”, raccogliere le piante alimurgiche, e quali parti utilizzare, suggerendo come dalle ibridazioni con piante spontanee sia possibile ottenere nuove forme orticole e produrre miglioramenti genetici, quali maggiore rusticità, maggiore resistenza alle crittogame, contribuendo a garantire le possibilità di un’agricoltura produttiva anche per il futuro.
Al termine della presentazione è stato offerto un ricco buffet preparato da Monika, titolare con Alberto della Locanda del Mercante, utilizzando piante alimurgiche, che è stato molto apprezzato dai numerosi presenti.

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