CHI VINCERA’ SANREMO 2018 ?

Andrea Guasco indica il vincitore del Festival dopo aver visto la prima serata. Sarà così ?

Il 68 festival della Canzone Italiana è quel classico appuntamento di cui tutti parlano, anche quelli che maldestramente dicono di non guardare e poi sotto sotto magari si mettono a fischiettare i motivetti che sentiremo imperversare in radio nelle prossime settimane. Uno spaccato di vita italiana, di costume, di musica, a volte buona a volte meno, ma sopratutto un fenomeno mediatico. Ironia, come quella di Spinoza live, o quella di Aldo Grasso sulle Colonne del Corriere parlano di un fenomeno che nasce musciale ma poi ha quel qualcosa in più., per questo motivo con l’amico Andrea Guasco, a cui lasciamo l’onore e l’onere delle pagelle, abbiamo deciso di guardare e commentare questo evento facendo un gioco, sull’ipotetico vincitore. Buona lettura.

Baglioni 5 : Una noiosa salma alla direzione artistica che qua e là compare inutilmente sul palco.

Hunziker 7 : La conduttrice. Semplicemente.

Favino 7 : La spalla della conduttrice.

Fiorello 6 di media: 4 nel monologo iniziale (banale e noioso) ; 8 nella canzone mista tra l’imitazione di Baglioni e quella di Morandi. Nel secondo intervento parlato (5) sembra tornato un animatore da villaggio turistico di seconda fascia. Poi duetta con Baglioni (7).

Annalisa 6 : Canzone non memorabile in una zoppicante interpretazione. Da riascoltare in radio incisa in studio, perché la ragazza nel live ha ancora qualche limite. Non è semplice, però, aprire il Festival.

Ron 7 : Bella canzone in puro stile Lucio Dalla, testo profondo, voce e interpretazione misurata per un Rosalino che come il buon vino migliora invecchiando.

The Kolors 6,5 : Stash, vestito come Gheddafi quando scese dall’aereo in visita al governo Berlusconi, interpreta con il suo gruppo un brano facile, facile a base di percussioni con inaspettato mestiere e buona capacità.

Max Gazzè 7,5 : L’ironico cantautore romano racconta una storia delicata e romantica con misura e garbo. Canzone da riascoltare per apprezzarne le sfumature linguistiche e l’arrangiamento di archi davvero convincente.

Vanoni, Bungaro e Pacifico 7 : Lezione di stile della signora Vanoni accompagnata da due raffinati autori in una canzone dal testo intelligente e dalla melodia orecchiabile.

Meta e Moro 6,5 : L’uno vestito e truccato come Edward Mani di Forbici, l’altro con le occhiaie che neanche noi spettatori tv a fine serata, presentano una canzone progressista che in un periodo di rigurgito fascista merita un applauso e un mezzo voto in più del meritato.

Mario Biondi 5,5 : Jazz mal riuscito per una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano. Peccato.

Facchinetti e Fogli 4 : La legge Fornero continua a mietere vittime. Esodati costretti a trovare un lavoro per arrivare serenamente alla pensione. Molto meglio Bobby Solo e Little Tony alcuni anni fa : loro raccontavano l’amicizia e il tempo che passa con ironia. Questi si prendono pure sul serio.

Lo Stato Sociale 3 : Cantano : ‘Perchè lo fai ?’. Ce lo chiediamo anche noi. Meglio la stessa domanda fatta da Masini a questo punto…

Noemi 7 : Canzone ‘sanremese’ nel senso più nobile del termine. Il testo racconta bene un rimpianto e un ricordo e la roca voce di Noemi si fonde bene con un misurato arrangiamento musicale.

I Decibel 7,5 : I due Pooh di cui sopra e il dittatore artistico Baglioni dovrebbero prendere esempio da Ruggeri e dai suoi due amici che con mestiere, capacità e bravura non hanno paura del tempo che passa, non usano botulino, ma scrivono, suonano e cantano canzoni belle come questa. Complimenti.

Elio e le storie tese 6 di stima : Testamento artistico per il gruppo dissacrante per definizione della musica italiana che ha presentato a Sanremo canzoni migliori di questa.

Giovanni Caccamo 5 : Belloccio interprete che sussurra e urletta parole messe in fila a caso con delle note anche sensate. Dimentica la camicia in camerino e canta con la canottiera sotto il bel vestito blu.

Red Canzian 6,5 : E se quello bravo dei Pooh fosse sempre stato lui ? La musica più rock del festival su un testo nulla di che, ma orecchiabile. Sarà un successo al Karaoke e vincerà Sanremo 2018.

Luca Barbarossa 6,5 : Un po’ Manfredi, un po’ Trilussa canta in romanesco una ballata piacevole e malinconica con un passaggio musicale al centro che cambia il ritmo e ne fa una bella canzone.

Gianni Morandi 6 politico : cantasse le pagine gialle sarebbe bravo comunque.

Diodato e Roy Paci 5 : Uno canta e l’altro suona la tromba. E Non si incontrano mai. Una canzone slegata da qualsiasi senso logico musicale e letterario.

Nina Zilli 6 : In abito da sposa canta una canzone femminista con la consueta precisione tecnica e vocale, ma il brano non è granchè. Occasione persa.

Renzo Rubino 6 : Il testo più ricercato del Festival con una struttura musicale non memorabile e un arrangiamento così così. Interpreta con convinzione.

Avitabile e Servillo 6,5 : La necessaria e inevitabile canzone che deve rendere omaggio alla musica partenopea in ogni edizione del Festival questa volta è bella ed orecchiabile.

Le Vibrazioni 7 : Da loro ci si aspettava esattamente un brano così. Inconfondibili e poco sanremesi. Miglior arrangiamento dei 20 brani in gara.

ANDREA GUASCO

per Andrea occhio a Red Canzian, noi suggeriamo Lo Stato Sociale (occhio alla vecchia). Ai posteri l’ardua sentenza

 

 

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