CALCIO JUNIORES: LITE SCOPPIATA A COSSILA, SONO DOVUTI INTERVENIRE I CARABINIERI

La partita era valida per il campionato Juniores tra Dilettantistica Biella e Pro Roasio. Ecco le parti interessate cosa dicono.

Spintoni, calci e un pugno in testa ad un ragazzo di 20 anni. Sembra questo l’epilogo della partita di calcio del campionato Juniores tra Dilettantistica Biella e Pro Roasio dove sono dovuti intervenire anche i carabinieri al campo sportivo di Cossila San Grato, ieri pomeriggio. Ma i pareri delle due parti sono discordanti. Di vero c’è che in una partita di calcio Juniores si è scaturita una lite, fatto che lascia tutti perplessi.

COSA E’ ACCADUTO– Tutto potrebbe essere iniziato già durante l’incontro con insulti razziali verso giocatori extracomunitari. Poi, tornata la calma, quando  negli spogliatoi erano rimasti in pochi, sembrerebbe che un dirigente della squadra ospite sia entrato nei locali dei padroni di casa e da quell’istante siano volati spintoni, qualche calcio e un pugno in testa ad un ragazzo di 20 anni. Lo stesso giovane è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Ponderano dal padre ma, una volta visitato, è stato dimesso. In tutto questo l’arbitro aveva già fatto la doccia ed aveva lasciato gli spogliatoi del campo di Cossila.

VERSIONE DILETTANTISTICA. Abbiamo interpellato il presidente Gabriele Martinazzo che dal letto di ospedale ci ha raccontato quello che gli è stato riferito. “Noi abbiamo ragazzi originari del Marocco -commenta Martinazzo-, più volte è capitato di sentire sempre parole tipo testa di Kebab e a volte insulti peggiori di stampo razziale. Da quello che mi hanno raccontato ieri una volta sedata la rissa un dirigente della squadra avversaria si infilato nei nostri spogliatoi a partita ampiamente terminata piazzando due spintoni, un pugno e una scarpata verso i miei ragazzi. Ultimamente il calcio sta peggiorando, vedo dei numeri pazzeschi di genitori e dirigenti. Sono amareggiato perché questa non è la prima volta che sentiamo e subiamo insulti razziali. Sono ragazzi squisiti e ci mettono l’anima, non meritano simili trattamenti. Come società siamo stufi di subire”.

LA DIFESA. Diversa è la versione della controparte, Pro Roasio che precisa di non aver sentito insulti simili senza negare che negli spogliatoi sia successa la lite. “Trovo strano insulti razziali perché noi negli anni abbiamo avuto in squadra diversi extracomunitari ed erano ben integrati -dice Fausto Vetturini, dirigente della Pro Roasio-. In verità io ero già andato via e da quello che mi hanno raccontato chi si è fatto male è il nostro dirigente che nel parapiglia del dopo gara è caduto e si è tagliato il labbro. Niente di grave però. Il testa di kebab non l’ho sentito, vero è che durante la partita ci siano stati degli screzi tra un giocatore loro e il nostro mister ma tutto è finito al termine della gara. Sono fatti comunque che non dovrebbero capitare”.

 

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