BUONI PASTO, STOPPANI: “UN SISTEMA CHE MERITA CHIAREZZA”

Milioni di lavoratori in Italia utilizzano i buoni pasto, ma dopo il caos Qui!Group gli esercenti fanno un passo indietro. Quali sono gli effetti di questo importante strumento sull’economia del nostro paese?

Tempi duri per le famiglie italiane. A dieci anni dalla grande crisi economica che ha colpito l’economia mondiale, il tessuto sociale del nostro Paese fatica a riprendersi. Tralasciando dati e statistiche in merito alla capacità di spesa dei cittadini, il più grande cambiamento che (forse) si è e si sta verificando è un radicale mutamento nelle abitudini di consumo: gli italiani spendono in modo più consapevole, facendo scelte oculate e dando la precedenza a reali necessità.

In questo quadro, anche i buoni pasto assumono un ruolo determinante per l’economia domestica. Utilizzati da lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, sono finalizzati esclusivamente al pagamento di un pasto o prodotti alimentari, contribuendo in maniera significativa alla spesa settimanale: “Il buono pasto è uno strumento di welfare molto apprezzato da lavoratori e aziende. Poter contare su un’entrata mensile defiscalizzata e decontribuita da destinare al servizio sostitutivo di mensa è un grande vantaggio per quei lavoratori che ne beneficiano e per le aziende che lo adottano”, commenta Lino Enrico Stoppani, presidente della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), “Gli ultimi provvedimenti normativi, a cominciare da quello che consente la cumulabilità fino a 8 buoni, stanno ridisegnando le modalità d’uso del buoni pasto. Oggi, tra chi riceve i buoni pasto e frequenta il bar per il pranzo di mezzogiorno più del 50% preferisce pagare in contanti o utilizza il pagobancomat. In definitiva pur potendo contare sulla disponibilità dei buoni pasto viene utilizzata una differente modalità di pagamento lasciando l’uso dei buoni per altre occasioni di spesa, probabilmente per acquisti negli esercizi commerciali”.

Un sistema che tuttavia non nasconde insidie e criticità. Il caso QuiTicket! quest’estate ha portato alla ribalta le problematiche relative all’utilizzo dei buoni, tra commissioni che in Italia superano anche il 10% e mancanza di sicurezza nei pagamenti, come afferma anche lo stesso Stoppani: “L’intervento con il quale Consip ha risolto la convenzione con Qui Group per i lotti 1 e 3 della gara 7 ha evidenziato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, le numerose criticità del sistema. Questa pericolosa deriva rende necessario un intervento per rilanciare uno strumento molto apprezzato che rischia di essere affossato da ritardati o mancati pagamenti e da commissioni oramai insostenibili”.

Per aiutare gli esercenti a fare chiarezza e garantire loro tutela ed assistenza circa le diverse problematiche con le aziende emettitrici dei buoni, Fipe-Confcommercio mette a disposizione dei soci il servizio SOS BUONI PASTO. Per quanto riguarda Biella e provincia, lo sportello è operativo presso gli uffici di Ascom in via Tripoli, 1 (riferimento: Samantha Bellini – Tel. 015 8352702 – info@ascombiella.it).

A. C.

 

Tag:, , , ,

Comments are closed.