BIELLESI FURBETTI DEL BOLLO, PROPRIETARI DECEDUTI EREDI SFRUTTANO L’ESENZIONE

Operazione denominata “Bollo Fantasma”. In alcuni casi il decesso dell’ivalido era avvenuto oltre quattro anni fa.

I proprietari delle vetture erano ormai deceduti da tempo, ma gli eredi continuavano a sfruttare indebitamente l’esenzione del bollo auto per i portatori di handicap o invalidi.

A scoprire i ‘furbetti’ del bollo sono stati i finanzieri della Sezione Tutela Economia del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Biella, nel corso di un’operazione denominata ‘Bollo Fantasma”.

Dal punto di vista normativo, tale beneficio si applica ai veicoli condotti direttamente dai disabili o da coloro che provvedono al loro accompagnamento, con limitazione di cilindrata fino a 2000 cc se con motore a benzina e fino a 2800 cc se con motore diesel.
Per ottenere l’esenzione bisogna presentare apposita domanda, indicando la targa del veicolo e presentando la documentazione sanitaria attestante la disabilità. Nel momento in cui vengono meno le condizioni per aver diritto all’agevolazione (per esempio il veicolo viene venduto, oppure, come nei casi esaminati dai finanzieri biellesi, avviene il decesso del beneficiario), spetta all’interessato (o agli eredi dello stesso) darne tempestiva comunicazione all’ufficio competente che l’ha concessa.

In particolare, sono state esaminate più di 600 pratiche di esenzione bollo di vetture di proprietà o in uso a portatori di handicap/invalidi residenti nella provincia laniera.

In 12 casi, alla morte dell’avente diritto, gli eredi non hanno provveduto alla comunicazione alla Regione Piemonte circa la decadenza dal beneficio e quindi al versamento della tassa dovuta continuando, così, ad usufruire indebitamente dell’esenzione.

In quattro casi il decesso dell’invalido era avvenuto da più di 4 anni.

Le situazioni irregolari riscontrate sono state segnalate alla Regione Piemonte – Direzione risorse finanziarie e patrimonio – di Torino per avviare le procedure di recupero delle somme dovute, che ammontano ad un totale di circa 5.000 euro oltre alle sanzioni che saranno comminate.

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