BIELLESE: LA MONTAGNA A BELGI E FRANCESI, VIVERONE A TEDESCHI, INGLESI E NORVEGESI

Un’indagine sul mercato immobiliare sul turismo estero in provincia. Crescono vendite e locazioni da parte di stranieri non residenti.

Gli stranieri scelgono sempre più spesso il Piemonte per soggiornare o comprare casa. Anno dopo anno cresce il numero di chi dall’estero mette gli occhi sulla nostra regione e sui luoghi caratterizzati da una rara bellezza paesaggistica e storica, ravvivando così il mercato degli affitti e delle compravendite. Il biellese si ritaglia la sua fetta di turismo estero tra belgi e francesi, che va diversificandosi tra tedeschi, inglesi e norvegesi, mentre ci si avvicina al Lago di Viverone.

Il biellese ha un territorio che va dalla montagna di Andrate al lago di Viverone, attraversando la Panoramica collinare Zegna. E a seconda del luogo in cui ci troviamo incontriamo turisti di nazionalità diverse. Nell’area di Biella città c’è una maggioranza che arriva dal Belgio e dalla Francia, in particolare dall’Alta Savoia. “Ci sono intere palazzine – racconta Franco Busonipresidente Fiaip di Biella (Federazione italiana agenti immobiliari professionali)- che vengono affittate a francesi e belgi per trascorrere le vacanze”.

In passato ci sono stati fortissimi flussi migratori di cittadini italiani verso la Francia e il Belgio; ma le radici si fanno sentire e non mancano di rientrare nelle terre di origine, in cui qualcuno mantiene ancora legami parentali.

“Ci sono paesi interi che durante l’estate si popolano di francesi, come Piedicavallo, Rosazza, ma un po’ tutta la Valle Cervo. Negli anni molta gente ha espatriato e oggi vive abitualmente all’estero dove ha fatto fortuna”, spiega Busoni.

Lo scenario cambia sul lago di Viverone. Tedeschi e inglesi appassionati di sci nautico e di natura prendono letteralmente d’assalto i Bed and Breakfast della zona, nei mesi vacanzieri. Senza dimenticare che la via Francigena passa da lì ed è un forte richiamo per i turisti ‘camminatori’, soprattutto provenienti dai paesi del Nord Europa, che la percorrono durante tutto l’arco dell’anno.

“Si tratta perlopiù – spiega Busoni – di un turismo mordi e fuggi, con una forte rotazione di persone che vanno e vengono”.

La via Francigena è molto nota e si ricongiunge con la via Francescana in Toscana: “Non c’è lo stesso afflusso del Cammino di Santiago, ma è decisamente molto battuta”, sottolinea.

Sull’acquisto di immobili sono gli inglesi quelli più interessati. Le numerose dimore storiche del biellese hanno però catturato l’attenzione di tedeschi e ricchi balcanici.

Villa Reda nel centro di Biella, una dimora liberty dei primi del Novecento, ex casa di Giorgio Aiazzone, è stata acquistata da un facoltoso tedesco. Battuta all’ultima asta giudiziaria per 658 mila euro, circa 400 euro al metro quadrato. Un gioiello andato sotto il martello dopo il fallimento del gruppo del mobile. Durata anni l’asta era partita da 3,7 milioni di euro ed è poi scesa ben al di sotto del milione. L’imponente e maestosa villa ad Andorno Micca, appartenuta a Gallo Barbisio, produttore di cappelli, è invece stata venduta un paio di anni fa a russo.

“Il biellese ha una buona qualità della vita e i prezzi sono molto bassi. Motivo per cui da queste parti si acquistano pezzi unici che altrove sarebbero inaccessibili – conclude Busoni -. Negli ultimi anni i valori delle abitazioni sono scesi tantissimo, la causa è la regressione degli abitanti, legata alla crisi del territorio e del tessile che un tempo faceva da traino all’economia locale”.

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