BAGARRE ASL BIELLA, ECCO I PUNTI DI VISTA DI DELMASTRO E CAVICCHIOLI

Attacca Andrea Delmastro, si difende e contrattacca Marco Cavicchioli. Il caso della sospensione per dodici mesi dall’esercizio delle attività di medico ospedaliero all’interno dell’ospedale di Ponderano di Stefano Zaramella, primario del reparto di Urologia, ha creato un dibattito politico. Puntualizza e punge Andrea Delmastro di Fratelli d’Italia, recentemente eletto parlamentare a Roma e ex consigliere comunale a Biella e diverse ore dopo replica Marco Cavicchioli, sindaco di Biella. “Il 16 Febbraio 2018 la Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci dell’ASL BI  ha votato il ‘raggiungimento degli obiettivi  gestionali e di salute assegnati al Direttore Generale ASL BI’, Dott. Bonelli -precisa il neo onorevole-. Il solo sindaco di Ponderano ha chiesto che la votazione venisse rinviata per via della indagine proprio su ASL BI che coinvolgeva un primario (Zaramella reparto Urologia, ndr) e che indirettamente poteva mettere in discussione anche le modalità con cui venivano perseguiti gli obiettivi e venivano predisposte le statistiche. Non sarebbe crollato il mondo e semplicemente i Sindaci avrebbero potuto esprimere il loro parere all’esito dell’indagine, con l’unica conseguenza di rinviare il bonus economico del Direttore Generale di ASL BI. Improvvidamente il Sindaco di Biella Cavicchioli, con fermezza degna di ben altra causa, decise di “tirare diritto” e votare per il raggiungimento degli obiettivi, con ciò gratificando economicamente il Direttore Generale, ma assumendo anche un atteggiamento di indifferenza verso lo “tsunami giudiziario” che si profilava all’orizzonte. Oggi tristemente la Cassazione conferma la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio delle attività di medico ospedaliero all’interno dell’Ospedale di Ponderano a carico di un primario, strenuamente difeso dalla dirigenza di ALS BI”.
Alle parole di Delmastro prende posizione anche Marco Cavicchioli, sindaco di Biella. “Ho sempre ritenuto che si debba avere fiducia nelle Istituzioni e nella Costituzione della Repubblica Italiana. Le prime in quanto esplicano un’attività di controllo seria e approfondita. La seconda in quanto contiene principi che tutelano i cittadini e che devono essere osservati da tutti i membri della nostra società -replica Marco Cavicchioli-. In questi giorni accade di leggere accuse alla direzione sanitaria dell’ASL di Biella e alle strutture sanitarie dell’Ospedale degli Infermi in ragione di un’indagine circa gravi violazioni che un primario avrebbe commesso nell’esercizio della sua attività ospedaliera. Non credo sia questo il modo corretto di rapportarsi alla questione. Personalmente nutro profonda fiducia nella magistratura inquirente e nella magistratura giudicante: esse svolgono e svolgeranno il loro ruolo, nel pieno rispetto delle loro prerogative nonché di quanto previsto dalla nostra Costituzione, il cui articolo 27 prevede la presunzione di innocenza. Nutro anche profonda fiducia nell’operato dalla Direzione dell’ASL di Biella e delle strutture sanitarie dell’Ospedale degli Infermi, composte da oltre 1.500 addetti, che svolgono in modo attento e professionale i propri compiti a tutela dei cittadini e degli utenti. Se ci sono state responsabilità verranno certamente accertate e ciò avverrà nel rispetto delle procedure, che garantiscono i diritti di tutti. Se qualcuno ha delle accuse circostanziate le presenti alle Autorità competenti, senza fare improvvisati processi di piazza e senza adombrare fumosi sospetti che danneggiano ingiustamente la fiducia che le nostre strutture sanitarie (medici, infermieri, operatori tutti) hanno meritato con impegno e professionalità nel corso degli anni. Qualcuno vorrebbe farci tornare al medioevo, ai processi ordalici, alla sfiducia preconcetta nelle istituzioni, nella medicina, nella scienza. Sono certo che i cittadini non si faranno ingannare”.
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