AVETE CANTATO CON LORO ORA LEGGETE CON NOI. LE PAGELLE DI SANREMO

Prima serata dell’edizione 2019 del Festivalone ingessata. Un Bisio  limitato dall’emozione tipica dell’Ariston che piano piano si scioglie, Baglioni che fa il suo cantando con l’espressione di Ridge di Beautiful e una Virginia Raffaele nei binari. A mio avviso ci deve essere qualche problema di ascolto sul palco per i cantanti. Peccato per la totale assenza di fiori. Anche la scenotecnica sembra un po’ meno stupefacente degli ultimi anni. Ecco i voti dei conccorrenti in gara ed il pronostico finale:

Francesco Renga 6 : Bello è bello. Bravo è bravo. Orecchiabile è orecchiabile. Probabilmente un po’ giù di voce non sembra reggere benissimo l’articolato brano dal testo tipicamente Sanremese. Spento.
Nino D’Angelo e Livio Cori 6 : La canzone ha una musica ed un arrangiamento davvero bello, i due interpreti fanno del loro meglio per  difendere la partenopeità del testo non all’altezza della musica. Ordinari.
Nek 7 : Un rock festivaliero che non si sentiva dai tempi di ‘Mistero’ di Enrico Ruggeri. Chissà perchè Nek sembra sempre lì a cantare una canzone già sentita altre volte. E’ la sua forza ed il suo limite. Ad un certo punto il brano si ferma e ci si aspetta che canti o dica chissà che cosa e invece no ecco la banalità del testo. Accolto da ovazione dell’Ariston a fine canzone. Ripetente.
The Zen Circus 5,5 : Chiaramente ispirata (copiata ?) nella struttura e nella presentazione sul palco con tamburi e bandiere a  ‘Where’s the Revolution’ dei Depeche Mode presentano un testo bello e cantato veramente male. Incompiuti.
Il Volo 8 : Sanno cantare, sanno stare sul palco. I tre giovani più vecchi della storia della musica italiana guardano in camera, ammiccano, alzano gli occhi col crescendo portando sul palco un’altro prodotto perfetto dopo la vittoria 2015 con ‘Grande Amore’, che rimane comunque
una canzone più bella di questa ‘Musica che resta’. Applausoni a fine canzone d’ordinanza. Lirici.
Loredana Bertè 6,5 : Ha dichiarato che questo sarà il suo ultimo Sanremo. Speriamo di no e speriamo di vedere esibirsi e sentire ancora cantare la donna più rock del panorama musicale italiano. Non è mai una vecchia gloria la Bertè, anzi. Evergreen.
Daniele Silvestri 5,5 : Un messaggio impegnativo ed impegnato al centro della canzone. Ad un certo punto parte il rapper di turno e pensi di essere sintonizzato su X-Factor e non sul Festival di Sanremo e allora vai a vedere gli autori e ci trovi Manuel Agnelli. A tutto c’è una spiegazione. Involuto.
Federica Carta e Shade 4 : Pioggia, pianoforte, due luci d’atmosfera e arriva ‘ E ti sei messa quei tacchi per ballare sopra il mio cuore’ . Un po’ di incroci di sguardi qua e là e lei che potrebbe essere una cantante di ‘Amici’ qualsiasi vestita dal fu ‘Uba Uba’. Si chiude con un bel ‘Ah ah ah’ sospirato e va là la canzone è finita. Ussignur.
Ultimo 8: Motivetto orecchiabile, un po’ di pianoforte suonato live e qualche rima anche indovinata. Un coro sul ritornello che quasi disturba l’arrangiamento minimal a base di archi e batteria. Ultimo esagera solo un po’ nell’urlato, ma la stoffa c’è e il brano anche. Bene.
Paola Turci 7,5 : Un graffio nella voce che prima non c’era e forse un po’ di raffreddore non rovinano nulla nell’interpretazione dell’elegante cantautrice. Una bella canzone dal messaggio ottimista. Roca.
Motta 3 : Canta ‘mi sono perso anch’io’. Anche noi. Svalvolato.
Boomdabash 6,5 : Il brano ha gli stessi autori di ‘Roma – Bankok’ di Baby K e Giusy Ferreri. Si sente. Sarà brano che le radio trasmetteranno volentieri e a lungo. Estivi.
Patty Pravo e Briga 6 : Dopo una serie di problemi tecnici, non dipendenti da loro, attacca Patty Pravo che è brava, ma inguardabile nella deriva della chirurgia plastica e poi tocca a lui che è bello, ma non è bravo. Neanche nel rap finale. Alla fine un colpo alla botte ed uno al cerchio consentono di portare in porto una canzone che non è da buttare via. Sufficienti.
Simone Cristicchi 5 : Dal pulpito di Sanremo Don Simone Cristicchi ci fa una predica noiosissima. Ingrigito.
Achille Lauro 6 : Vasco Rossi 2.0. C’è barlume di intelligenza artistica e musicale in questo Achille Lauro. Sembra che manchi un soldo per fare la lira. Peccato.
Arisa 1 : Dopo aver visto Virginia Raffaele che canta ‘Supercalifragilistichespiralidoso’ si è portati a credere che Rosalba con la sua voce da operetta faccia la stessa cosa e in effetti così
accade : parte un brano ritmico che sembra un middle per colpa di tutte le cose che ci mettono dentro. Manca solo che ad un certo punto un raggio laser incenerisca il teatro. Pippa.
Negrita 6,5 : Ci si aspettava di più da questo storico gruppo. In passato hanno scritto brani migliori sotto l’aspetto del testo, ma la struttura della musica è bella davvero. Paul ad un certo punto sembra esagerare. Frettolosi.
Ghemon 5 : Canta male. Scrive bene. A metà tra rap e cantautorato. A metà del guado. Dimezzato.
Einar 6 : Canzone poco lineare cantata col cuore da colui che arriva da Sanremo Giovani e che farà battere il cuore a molte ragazzine ed urlare di gioia gli autori con i soldi della Siae. Commerciale
Ex Otago 7 : All’inizio della canzone sembrano gli ‘Zero Assoluto’ e vista l’ora dell’esibizione ti prende la tristezza, poi con un giro di batteria il brano prende vita e si inizia ad ascoltare anche il testo che non è affatto banale. Si parla di un amore non più giovane e lo si fa con tranquilla ironia e sincera passione. Mica male. Il brano dovrebbe vincere il premio per il miglior testo, perchè non vuole lanciare nessun messaggio, nessuna denuncia, ma racconta il sentimento con garbo, precisione e originalità. Sorpresa.
Anna Tatangelo 7 : La donna più bella del Festival sa cantare. In mezzo a stonati, parlatori, urlatori finisce tra i migliori anche se la canzone non è certamente una pietra miliare della discografia italiana. Brava.
Irama 7 : Per chi ha superato gli ‘anta’ questo ragazzo ricorda nel look il primo Eros Ramazzotti e la tematica il primo Nek a Sanremo, ma tra i rapper è l’unico che quando parte il pezzo cantato non sfigura e il finale con ‘adesso in pancia batte un cuore in più’ rimarrà nella cronaca del Festival di quest’anno. Presente.
Enrico Nigiotti 9 : Si è arrivati all’una di notte per sentire e vedere chi vincerà Sanremo 2019. Canta bene e scrive anche meglio questo livornese uscito da X-Factor.  Racconta la perdita e la speranza, la sofferenza e il ricordo con un testo asciutto e una musica pulita dall’arrangiamento curato. Migliore.
Mahmood 7 : ‘Come va, come va?’ canta. Viene da rispondere ‘Tutto ok, tutto ok’ come Albano e Romina ai tempi d’oro, ma nella seconda metà del brano sembra poi di sentire un rap di scuola francese. Pure ben riuscito. Internazionale.
In conclusione il personalissimo pronostico vede vincitore Nigiotti davanti a Il Volo e Ultimo. Miglior testo ‘Solo una canzone’ del gruppo Ex-Otago.

Ci si legge domenica per le pagelle su ospiti e conduttori e un commento sui risultati e gli ascolti.

ANDREA GUASCO
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