APPUNTI DI VIAGGIO SI FERMA SUL CAMPO BASE DEL K2 E IN ARMENIA

Appuntamento imperdibile quello in programma tra pochi giorni.
Il Fotogruppo RIflessi, nell’ambito del mese di fotografia per la settima edizione di Appunti di Viaggio, sabato 13 Ottobre, alle 21, a San Clemente, presenta due fotografi viaggiatori: Franco Lacchia, che proporra’ il suo viaggio al Campo Base del K2, e Dario Mezzo, che ci proiettera’ l’Armenia.
Il trekking al campo base del K2 e’ un viaggio nella storia dell’alpinismo, dove gli italiani sono stati protagonisti. Un’esperienza indimenticabile attraverso una famosa valle del Karakorum Pakistano dove tutto e’ enorme e superlativo.
Da Islamabad si raggiunge Skardu: due giorni di percorso in bus, inizialmente Sulla Karakorum Highway, la mitica strada che attraversa paesaggi maestosi e grandiosi, poi, prima di Skardu, su strada stretta e tortuosa, con frequenti passaggi di piccoli corsi d’acqua e torrenti.
Askole viene raggiunta in fuoristrada: nell’ultimo villaggio abitato della valle non e’ raro incontrare uomini anziani che asseriscono di aver partecipato alla spedizione che conquisto’ il K2.
Ad Askole inizia il trekking verso Paju, ultima oasi di vegetazione prima di salire il famosissimo ghiacciaio del Baltoro, attraverso un percorso su tracce di sentiero a tratti selvaggio.
Khuburtse, Urdukas e Gore II sono i campi intermedi sul Baltoro: nel passaggio dall’uno all’altro si ammireranno le pareti della torre Mustagh, delle torri del Trango, della Nameless Tower, mentre l’arrivo al Campo di Concordia sara’ incorniciato dal Gasherbrun IV illuminato da sole calante.
L’arrivo la Campo Base del K2 segnera’ il punto culminante del trekking e l’emozione di essere in un luogo pieno di storia sommergera’ la mente.

L’Armenia e’ un piccolo stato tra Oriente e Occidente, con una storia millenaria; un tempo la grande Armenia includeva l’Anatolia e si incuneava verso la pianura russa, enclave cristiana circondata da stati Islamici o Ortodossi. Fu il primo paese nel 304 DC, ha dichiarare il cristianesimo religione di stato Per questo e per il fatto di trovarsi lungo la rotta tra Oriente e Occidente , subì invasioni e repressioni da parte degli stati confinanti e dai Mongoli.

L’ultima grande repressione e la diaspora del popolo Armeno risale a un secolo fa, quando un milione di persone vennero uccise o deportate e molti fuggirono e si dispersero nel mondo Occidentale. I confini della odierna Armenia vennero definiti alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando  per salvarsi dalle pressioni dei paesi islamici confinanti, chiese protezione alla Russia divenendone una repubblica. Solo con la caduta della Unione Sovietica ritornò indipendente.

Il popolo Armeno fiero della propria cultura e tradizione, ha mantenuto intatto nel tempo il suo essere cristiano. Il distacco dalla ex Unione Sovietica ha lasciato l’Armenia a sopravvivere soprattutto di agricoltura, non avendo più industrie, ma grazie agli aiuti che arrivano dalla colta e ricca comunità della diaspora, ha potuto ricostruire e riparare monasteri e chiese andati in parte distrutti dalle guerre e dai terremoti e ora punta anche sul turismo per rilanciare il paese.

Il nostro è stato un viaggio non solo rivolto alla visita dei tanti monasteri che rappresentano la cultura e l’arte Armena, ma arrivandoci percorrendo sentieri e mulattiere ripristinati proprio per camminare nella natura e scoprire angoli sconosciuti del paese. Abbiamo incontrato persone cordiali e ospitali con le quali abbiamo condiviso piacevoli momenti . Un breve viaggio nella storia di un paese così vicino ma forse poco conosciuto;  per finire abbiamo salito la punta sud della montagna più alta L’Aragat avendo sempre all’orizzonte la montagna simbolo del popolo Armeno, ma ormai in territorio turco, l’ Ararat.

Red BC

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