ALESSANDRO RIGOLA: “IL BIELLESE, TERRA DI ORGANARI”

Da una curiosità di bambino, ad un’attività imprenditoriale che riporta a Biella un’antica tradizione. Alessandro Rigola ci apre le porte del suo laboratorio e ci racconta la sua vita da organaro.

L’organo, il re di tutti gli strumenti. Questo il ‘modesto’ parere di Mozart, condiviso nei secoli da numerosissimi altri artisti e da persone comuni, ammaliate dal suono inconfodibile e dalle fattezze elaborate di questa macchina complessa ed antica. Lo stesso fascino che ha subìto Alessandro, quando era soltanto un bambino: “La mia famiglia aveva una casa a Graglia Santuario ed io ero solito frequentare la chiesa come chierichetto, finché un giorno il parroco, conoscendo il mio percorso musicale con il pianoforte, mi spinse a suonare l’organo durante le celebrazioni. Rimasi folgorato dallo strumento e dai suoi meccanismi”.

Discendente di una famiglia da sempre impegnata nella lavorazione di strumenti musicali, Alessandro Rigola coltiva la propria passione fino a diventare un esperto nella costruzione, nel restauro e nella manutenzione di organi, riportando così in città una lavorazione artigianale persa nell’Ottocento con la morte del celebre organaro Giovanni Ramasco.

L’azienda di famiglia nasce nel 1905, quando Luigi Rigola diede vita ad un laboratorio dedicato alla costruzione ed alla riparazione di strumenti musicali. Dal dopoguerra l’attività si è sviluppata dando sempre più spazio alla rivendita e oggi continua ad operare nel settore musicale dal negozio di via Losana. Diverso il percorso di Alessandro, pronipote di Luigi, che nel 2004 apre la propria ditta, dopo anni di gavetta e studi professionali: “In Italia esiste solo un Centro di Formazione Professionale a Crema, legato all’Associazione Italiana Organari, ma i requisiti di accesso sono estremamente rigidi”, racconta, “Negli anni 90 andavo a caccia di botteghe dove poter fare pratica ed imparare il mestiere, ma la mentalità chiusa ha reso l’impresa impossibile. Mi sono imbattuto in artigiani che non avevano piacere nel tramandare il proprio sapere, preoccupati che un giorno avrei potuto rubare loro il lavoro”. Poi la chiave di volta, l’incontro con Thomas Waelti, professionista svizzero diventato maestro e poi amico di Alessando. Conosciuto ad un corso di musica antica che l’organaro era solito tenere a Magnano, prende il giovane biellese sotto la propria ala e alimenta la sua passione per questa antica lavorazione: “Thomas mi ha insegnato tutto e mi ha dato la possibilità di affiancarlo nei lavori che seguiva in Italia ed io, in cambio, gli mettevo a disposizione il laboratorio di mio nonno a Chiavazza come base di appoggio”.

Il tempo passa e dopo 10 anni Alessandro si mette in proprio spostandosi in uno stabile di famiglia in via Rosselli 3 a Biella, che nel 2010 è stato completamente ristrutturato. Da qui parte una nuova fase, un percorso imprenditoriale fatto di successi, esperimenti ed innovazione.

Seguiteci per la seconda parte dell’intervista, online nei prossimi giorni.

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