A PASQUETTA SI E’ REGISTATO IL “TUTTO ESAURITO” ANCHE NEGLI AGRITURISMI

Un vero successo è stato il giorno di Pasquetta per gli agriturismi della Provincia. Registrando un tutto esaurito ormai da settimane, ieri era praticamente impossibile riuscire a trovare un tavolo libero all’interno di una delle aziende agricole del Biellese. Un trend questo che trova conferma anche nei dati nazionali che vedono la presenza di oltre 350mila persone hanno deciso di pranzare a tavola in un agriturismo. A comunicare questo dato è Coldiretti che evidenzia come, molte delle 23mila aziende presenti in Italia si siano attrezzate con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper. “La capacità di mantenere inalterate le tradizioni alimentari nel tempo con menù di Pasqua locali a base prodotti di stagione a chilometri zero e biologici è – commentano dalla Coldiretti – la qualità più apprezzata dagli ospiti ma sta crescendo l’offerta di servizi aggiuntivi. Nelle aziende agricole sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking ma non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici ma anche corsi di cucina o di orticoltura”.
Certo, la presenza degli agriturismi sta aiutando le zone rurali in diversi modi. Sostenendo il reddito delle famiglie agricole, facilitando lo scambio culturale tra ospiti e contadini e tra le generazioni, conservando un patrimonio architettonico che potrebbe andare perduto, sostenendo l’occupazione e aprendo sbocchi commerciali per diversi prodotti aziendali. Lo scorso anno, a questo proposito, la Regione Piemonte ha adottato alcune nuove disposizioni per definire chiaramente chi possa rientrare sotto la dicitura “agriturismo”.
L’agriturismo si fa esclusivamente “nell’azienda agricola” con la manodopera del titolare, dei suoi familiari, dei suoi dipendenti.
Chi svolge attività di agriturismo può dare ospitalità in alloggi, camere, piazzole per campeggiatori, con o senza colazione. Può – anche senza fornire alloggio – preparare e somministrare pasti, merende e bevande, proporre degustazioni di prodotti aziendali, anche se non sono esclusi quelli locali e regionali.
Fondamentale è che non ci siano più di 35 posti letto (25 adulti e 10 bambini) per azienda. Chi abita in montagna (sopra i 1.000 m.) e ha un’azienda che può essere raggiunta solo con sentieri o strade chiuse al traffico, ha qualche “libertà” in più (camerate, letti a castello…) che non sono consentiti negli altri casi.
I pasti e le bevande somministrate devono essere prodotti, lavorati e trasformati nell’azienda. Se non vi sono prodotti sufficienti o producibili allo scopo, si dovrà comunque garantire un minimo di prodotto proprio, pari all’25% (calcolato come costo sul costo complessivo all’azienda); la restante parte può essere acquisita all’esterno purchè proveniente da altre aziende agricole operanti nel territorio regionale.

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