A NUOVAMENTE SI PARLA DEL TRAMONTO DELL’UMANITA’

L’associazione culturale NuovaMente organizza la conferenza “Il tramonto dell’Umanità dal potenziamento artificiale alla manipolazione genetica – Il Transumanesimo”

Con la giornalista e scrittrice Enrica Perucchietti sabato 18 maggio ore 14,30 presso la sede di Biella – Viale Macallè 10 con ingresso libero e prenotazione obbligatoria ( 3470537574)

Si sta parlando molto in questi mesi della moda di farsi impiantare un microchip sottocutaneo contenente password, Pin, dati delle carte di credito, abbonamenti ai mezzi pubblici, biglietti del treno, chiavi di accesso a musei o altri edifici. La fiducia nei mezzi tecnologici sta portando alla graduale costituzione di una società trasparente, in cui ogni nostro movimento, acquisto, abitudine, inclinazione è mappato, controllato, schedato.

Siamo stati talmente ammaestrati dal potere da arrivare ad accettare qualunque “innovazione” ci venga offerta come “progresso”. L’esaltazione per una tecnologia in apparenza democratica (pensiamo al fenomeno del biohacking) porta con sé il rischio di creare una società distopica divisa in caste, in cui solo i super ricchi potranno avere accesso a cure mediche specifiche e al potenziamento fisico, mentre le masse saranno ipercontrollate, iperconnesse e schiavizzate da una élite tecnocratica.
Ciò rientra all’interno del transumanesimo, oggetto del mio prossimo saggio, CYBERUOMO, in uscita per Arianna Editrice il 2 aprile. L’intento del saggio è mostrare i retroscena di un movimento che sta ammaliando sempre più persone e scienziati grazie al suo linguaggio sovversivo e alla sua visione titanica e ribelle. Una dottrina che intende stravolgere la società e trasfigurare la condizione umana.
Chi vi aderisce condivide una visione meccanicistica dell’esistenza umana per cui l’uomo si ritiene obbligato a continuare la propria evoluzione come se fosse una macchina o un dispositivo da aggiornare. La filosofia di fondo del transumanesimo è la liberazione dell’uomo dalla biologia.

Il potenziamento umano, l’ibridazione progressiva con le macchine, l’abbandono in paradisi virtuali è esattamente ciò che una dittatura dolce, anzi un “totalitarismo democratico”, imporrebbe ai suoi cittadini per spingerli verso la costituzione di una tecnoutopia. Non ci sarebbe più bisogno di ricorrere alla coercizione o a tecniche sofisticate di condizionamento mentale per controllare la popolazione. Il “soma” di cui parlava Aldous Huxley nel suo “Il mondo nuovo” verrebbe semplicemente sostituito da una droga psichica ancora più pericolosa: la possibilità di rinchiudersi deliberatamente in una prigionia virtuale in cui vestire i panni di chiunque e godere del piacere artificiale che l’avatar di turno offrirà. Dopotutto, una volta sperimentata l’ebbrezza di una vita “su misura”, comoda, persino potenziata e illimitata, chi sarebbe in grado di tornare indietro nel mondo “reale”?
Il prezzo di questa felicità virtuale sarebbe però la “sottomissione” volontaria o l’“autoannientamento” al potere dominante.
È in gioco la nostra sopravvivenza come “uomini”: conoscere le ricerche e gli obiettivi nel campo del post-umano può aiutarci a fermare questa deriva prima di ritrovarci schiavi di una tecnoutopia. Finché l’uomo conserva la propria umanità deve rivendicare il proprio diritto alla libertà e scegliere di costruirsi il proprio futuro. Non importa quali ostacoli dovrà superare.
Non scegliere sarà di per sé una scelta

A.G.

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