UNA DOMENICA SPECIALE DEDICATA A DON BARALE

Una domenica pomeriggio a lui dedicata. Nel luogo che è stato il cuore  pulsante della storia che ha studiato e raccontato. Questo è stato il pomeriggio di domenica scorsa alla Reggia dei Principi nel ricordare Don Vittorino Barale. Don Barale fu assegnato dalla curia come parroco di Rongio Superiore,  una frazione incastonata tra Masserano e Brusnengo e, oggettivamente  molto tranquilla, così tranquilla che poteva permettere a Don Barale di  approfondire la sua passione per la storia locale avendo molto tempo a  disposizione.

Oltretutto la parrocchia, dedicata ai Santi Orso e Antonino aveva (ed  ha) una storia singolare con la pietra monolitica di foggia celtica sul sagrato, un legame con la famiglia Fieschi che regnava il feudo Masseranese al quale i rongesi appartenevamo mal volentieri ironizzando,  ancora in epoca contemporanea, con i masseranesi chiamando il paese capoluogo con l’appellativo ‘la capital’. Don Barale scrisse negli anni ’60 l’opera di riferimento per tutti coloro che in seguito avrebbero voluto raccontare Masserano, la dinastia Fieschi e poi Ferrero Fieschi, la storia di Crevacuore, del Biellese orientale e molto altro. ‘Il Principato di Masserano e il Marchesato di Crevacuore’, questo il titolo del libro, è stata la storia alta di Don Barale, ma la storia è fatta anche di tradizioni e abitudini : la storia bassa.

E così Don Barale recuperò la ‘Bundansia’, ovvero il tradizionale falò della notte di Natale di Rongio, accettò la proposta di Giovanni Rosso, anche lui scomparso ormai qualche anno fa, di celebrare la Messa in lingua piemontese in occasione della festa celtica della associazione  culturale ‘Sol ad j Alp’, partecipò a molti incontri degli ‘Amici di Masserano’ prima e della Pro Loco poi con grande piacere, cordialità e simpatia. La figura domenica è stata raccontata da Sergio Marucchi, vecchio amico di Don Barale. Anche lui rongese, anche lui appassionato di storia, anche lui che  quando parla di Rongio non definisce la località ‘frazione’, ‘rione’ o ‘località’, ma ‘il mio paese’, perchè questo per loro, semplicemente, è. Ora, dopo la conferenza di Marucchi, il Polo Museale Masseranese guarda  a domenica prossima e alla nuova edizione de ‘Un San Valentino  Principesco’ per tutte le coppie alla scoperta degli affreschi amorosi  della Reggia di Masserano.

ANDREA GUASCO

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